La pelle parla di noi, lo sapevi? Esprime quello che siamo, come viviamo la nostra vita. È la tela della nostra anima, dove rughe, cicatrici, rossori e pallori disegnano il nostro stato emotivo, il nostro mondo interiore.
Le emozioni emergono in superficie, che lo si voglia o no. Pensiamo, ad esempio, a quando arrossiamo, dopo aver ricevuto un complimento o come manifestazione di rabbia. È un riflesso incontrollabile, che comunica un messaggio. Leggi il mio articolo per capire come interpretare i messaggi che comunica la nostra pelle.

Parliamo della pelle.

La pelle è il nostro involucro, il visibile che definisce la nostra forma e delimita in nostro IO, rendendoci unici.

È il nostro strato protettivo che percorre tutto il perimetro del nostro corpo interrompendosi solo nei punti in cui a tale protezione provvedono le mucose. Come la crosta terrestre che protegge il nucleo, così la pelle protegge il nostro nucleo emotivo.
Divisa in epidermide, derma e ipoderma, è il nostro organo più esteso ed è anche il più grande. Nonostante sia molto sottile, la pelle svolge un ruolo fondamentale nel funzionamento dell’organismo tanto che non sarebbe possibile restare in vita se ampie aree della stessa fossero gravemente danneggiate.

È una barriera di protezione contro stimoli meccanici come traumi, pressioni, frizioni o colpi. È un isolante e un regolatore termico. Percepisce gli stimoli. Respira. Ripulisce l’organismo. È una barriera contro i microbi. Si rinnova continuamente. E parla di noi. Come?

 

prendersi cura della pelle

 

La chiave simbolica.

La pelle parla di noi, definisce noi stessi e stabilisce la nostra identità.

La pelle può essere considerata simbolicamente un “confine” in quanto rappresenta l’organo che delimita il nostro corpo, impedendo a ciò che è dentro di disperdersi al di fuori e ciò che è fuori di entrare. Disegna il nostro profilo nello spazio e, così facendo, il nostro corpo pone dei confini rispetto al resto del mondo.

Ci muoviamo su un piano che appare semplicemente fisico, ma che in realtà ci porta in una dimensione più profonda.
La pelle ha uno strettissimo legame con la parte più vera e profonda di noi stessi. All’inizio della nostra vita, la pelle e i nervi sono intimamente legati. La cute, infatti, deriva dallo stesso gruppo di cellule in cui si sviluppa il sistema nervoso nella fase embrionale. Questo è un legame talmente forte che persiste durante la crescita dell’individuo e, data la quantità di filamenti nervosi presenti nella pelle, può essere considerata un proprio “sistema nervoso in superficie”.

È affascinante osservare come la nostra pelle coglie sensazioni e stimoli che vanno in profondità, al fine di riprodurre emozioni e pensieri, che a loro volta regolano la vita stessa della pelle. Ma è ancora più affascinante rendersi conto che tutto questo è così semplice, se facciamo entrare in comunicazione ogni parte del nostro corpo.

Infatti:
PROBLEMA DI PELLE = PROBLEMA DI IDENTITÀ

La pelle ci protegge, ci delimita, ma cambia continuamente, grazie al ciclo di rinnovamento cellulare che coinvolge ogni suo strato e che dura circa 28 giorni.
Da un punto di vista simbolico, tutto ciò ci riporta al tema della trasformazione e del rinnovamento legato alla Vita, alla Morte e alla Rinascita.
Al termine di ogni ciclo di rigenerazione, anche la nostra identità si sfuma, per rinascere trasformata.
Le malattie cutanee si manifestano, spesso, in concomitanza di difficili momenti di passaggio o profonde trasformazioni. Prova a farci caso.

Il tatto.

Ti ho già parlato degli organi di senso nell’articolo Gestualità Bio Cosmetica, escludendo il tatto. È il primo che sviluppiamo ed è un linguaggio privilegiato quando si vuol trasmettere dolcezza in tutte le sue sfumature e in un rapporto di coppia parla di sensualità.

“Accarezzare e farsi accarezzare è il modo per dare a se stessi e per ricevere l’amato in modo autentico ed è tanto più autentico quanto più la parte del corpo che fa il pieno di carezze è intima”.

Il profumo.

La composizione, l’azione ormonale, lo stato di nutrimento e la pulizia conferiscono alla pelle un odore unico: il nostro profumo.

“L’odore della pelle traduce i pensieri che vengono diffusi dalle cellule. Una persona che ha un buon odore alimenta buoni pensieri; chi suda molto è nervoso o insicuro. Chi emana un pessimo odore, anche dopo la doccia, può reprimere la collera o essere pieno di odio o di rancore. La persona che si trascura, che è disordinata anche nel vestire, traduce una forma di autodistruzione che può derivare da uno stato depressivo o un senso di abbandono: è una persona che si lascia andare, accollando agli altri la responsabilità del suo decadimento…”.

Claudia Rainville

Nel mondo animale, l’olfatto rappresenta il senso più sviluppato, in quanto permette loro di riconoscersi ad un gruppo ed il legame “madre-figlio” ne è l’esempio più significativo.
Anche per l’uomo è così. Anche se l’utilizzo di profumi e cosmetici artificiali ci ha portato a dimenticare la capacità di sentire il nostro odore e quello di chi ci sta affianco.
In chiave simbolica, quindi, pelle = io.

 

prendersi cura della pelle

 

La pelle parla di noi al mondo.

La pelle è in ogni istante in contatto con tutto ciò che ci circonda. Con lei noi incontriamo il mondo e comunichiamo con lui.
È il luogo delle relazioni, dei rapporti, degli incontri. Non a caso ci capita di dire: “mi piace a pelle…” oppure “mi infastidisce: è questione di pelle”.

“La pelle è il luogo su cui si disegna lo stato di salute del nostro rapporto con gli altri.”

Se esiste un conflitto tra noi e il mondo che ci circonda la pelle lo sente e lo esprime. Considera anche che il conflitto non è sempre e solo con gli altri, ma anche contro te stesso.
In questo caso ci si può trovare di fronte a conflitti interiori e, se non lasciamo vivere liberamente alcune parti di noi, cercheranno di superare i confini del nostro Io comparendo sulla pelle sotto forma di lesioni e patologie di vario tipo.

La pelle riflette tutto ciò che abbiamo dentro e quindi parla di noi.
Se è morbida esprime il desiderio di essere gentili, inducendo gli altri ad avvicinarsi a noi.
Rugosa esprime “ruvidezza” nei rapporti con gli altri.
Brufolosa indica un rifiuto della propria personalità.
Una pelle secca ci parla di solitudine, mancanza di amore, tristezza.

Conoscersi attraverso i simboli patologici.

La pelle rivela tutti i nostri processi e le nostre reazioni psichiche: si diventa rossi dalla vergogna o pallidi per la paura…

“La pelle è una superficie che riflette tutti gli organi interni. Ogni turbativa di uno degli organi interni viene proiettata sulla pelle e ogni stimolazione di una zona corrispondente della pelle viene condotta verso l’interno, a rispettivo organo.
Thorwald Dethlefsen

Questo rapporto è alla base di tutte le terapie delle zone riflesse: si può fare riferimento alla riflessologia plantare, in cui il terapeuta, tramite il massaggio alla pianta del piede, controlla lo stato degli organi e li tratta, intervenendo nei punti di proiezione sulla pelle. Quello che si manifesta a livello fisico è il messaggio da cogliere su un piano molto più profondo:

“Tutto ciò che è visibile è soltanto un simbolo per ciò che è invisibile, come un’opera d’arte è l’espressione visibile dell’invisibile idea dell’artista”.

La pelle è una grande superficie proiettiva e su di essa diventano visibili processi sia somatici che psichici.

Il prurito.

Un fastidioso e gradevole pizzicore dell’epidermide ci induce a grattarci. Può accompagnare molte malattie della pelle, come l’orticaria, e se si presenta da solo, ad esempio, può esprimere una certa ansia, ma anche impazienza. Quando si rivela molto forte possiamo individuare la causa nell’esasperazione legata ad una situazione vissuta come tale o ad una persona.
Anche dove si manifesta è importante: sul seno, ad esempio, denota impazienza nei confronti dei figli o del marito, sulle gambe può indicare l’impressione che le cose non vadano abbastanza velocemente…

Il termine latino “prurigo” significa prurito, ma anche lussuria. In questo termine si può leggere anche uno stimolo sessuale:

“Dietro al prurito si cela una passione, un fuoco interno, un ardore, che vuole manifestarsi… Come si gratta e si scava la terra per trovare qualcosa e portarlo alla luce, così la persona affetta da prurito gratta la superficie della propria pelle per trovare simbolicamente quello che stimola, eccita…”

Si parla di qualcosa che brucia e, non a caso, il prurito è spesso accompagnato da eruzioni cutanee o macchie rosse.

Le eruzioni cutanee.

Piccole protuberanze rossastre. I brufoli sono spesso collegati all’impazienza, se costituiti da un ammasso di pus rivelano la presenza di collera.
Una eruzione ci parla di qualcosa che fino a quel momento è stato represso e, rendendosi visibile, ci comunica l’esigenza di uscire.

“Questo ci fa capire come mai, quasi tutte le malattie infantili si manifestano attraverso la pelle. Ad ogni malattia infettiva della vita di un bambino irrompe qualcosa di nuovo e porta con sé un’evoluzione. Più forte è l’eruzione, più veloce è il decorso della malattia: lo sfondamento è riuscito.”

L’acne.

È una patologia che si esprime in maniera diversa in base al soggetto. Può presentarsi più volte e ogni volta variare le caratteristiche. Può cambiare zona di pelle colpita, l’estensione e l’intensità, ma soprattutto il modo di viverla da parte di chi ne soffre. Non cambia invece il tipo di lesione, il fastidioso brufolo vissuto come problema estetico e di conseguenza ostacolo di una relazione, in particolare durante l’adolescenza. Si tratta quindi di una manifestazione cutanea che si porta dietro un’intensa dose di emotività.
Quando è sul volto denota un rifiuto proprio della persona.
Nel periodo di pubertà la sessualità esplode nell’uomo, ma nella maggior parte dei casi viene repressa. Un conflitto che emerge a livello cutaneo e questo non sorprende perché, come già detto, la pelle è l’organo del tatto.

Ruolo importante nella formazione di brufoli ce l’hanno gli androgeni tra cui il testosterone, ovvero l’ormone sessuale maschile, presente in minore quantità anche nella donna.
Nella pelle acneica aumenta il loro utilizzo, soprattutto da parte dei follicoli piliferi. Questi ultimi vengono tappati dal “sebo”, componente fondamentale dei comedoni.
L’acne si presenta nelle zone del corpo seborroiche e nella fase della vita in cui le ghiandole sebacee sono più attive: la pubertà, appunto.

Può insorgere anche in età tardiva e può indicare situazioni di stress e stanchezza.

Eczema.

È un’affezione eritemo-vescicolosa molto spesso connessa alla paura, all’insicurezza, all’ansia, all’incertezza.
La cute entra in modalità “allarme” come reazione a sostanze irritanti interne o esterne, a qualcosa di pericoloso, di non gradito, qualcosa da espellere.
La pelle si arrossa, brucia e squama, esprimendo il tentativo di portar fuori una componente “calda”, ovvero un “fuoco” che rappresenta tutte le passioni che appaiono vere e proprie “trasgressioni”.
Anche qui quindi si parla di conflitto, un conflitto spesso legato alla vergogna e alla sporcizia. Se la pelle screpola e, lacerandosi, sanguina può esprimere la sensazione di sentirsi divisi in due, con conseguente perdita di gioia. Si può manifestare anche nei bambini, nel caso in cui l’ambiente familiare è teso e ricco di litigi, creando uno stato di ansia e di insicurezza nel bambino.

Mentre la psoriasi compare nelle persone che pensano di non avere la capacità di mostrare affetto e di dare e manifesta delusione (qui la pelle si squama in maniera progressiva esprimendo dolore, creando quindi una sorta di corazza a protezione), l’eczema rappresenta una battaglia legata alla sessualità, con conseguente repulsione verso tutto ciò che coinvolge parti più vergognose, considerate sporche.

Difficoltà al cambiamento.
Difficoltà ad esibire emotività.
Desiderio inconscio di carezze e amore.
Difficoltà ad esprimere l’istinto aggressivo.

 

prendersi cura della pelle

 

Come prendersi cura della pelle.

Ti ho parlato solo di alcune patologie che possono colpire la pelle, alcuni messaggi che lei ti manda in risposta a qualche disagio, soprattutto quando ansia, stress, paura, tensione che sono le emozioni scatenanti.
Devi, inoltre, sapere che almeno l’ottanta percento delle malattie della pelle derivano dalla psiche.
Possiamo quindi dire che, a seconda del tipo di pelle e della sua patologia, possiamo prenderci cura di lei in modo differente.
Dall’interno, curando quindi le nostre emozioni, il nostro IO. Aiutandola dall’esterno con applicazione di creme, unguenti, fiori.

Ascoltiamo le nostre emozioni, riconosciamole e, imparando a gestirle, miglioreremo il nostro benessere e alla nostra pelle gioverà.
Da Allysia troverai consigli e rimedi naturali per prenderti cura di lei, naturalmente. Perché lei sei te.

 

 

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